A MEDITERRANEA HOLDING I TRAGHETTI DI TIRRENIA  

Lauro: Manterremo i livelli occupazionali.

Nessun allarme per il lavoro: dopo l'annuncio ufficiale dell'acquisizione delle due compagnie da parte di Mediterranea Holding, il presidente della cordata rassicura le maestranze e smentisce gli allarmi dei sindacati.

Va in porto la trattativa per la privatizzazione di Tirrenia e della controllata Siremar. L'ufficializzazione sull'ok di Fintecna trapela nel primo pomeriggio da fonti sindacali, poi, nella serata, la situazione si chiarisce definitivamente: Mediterranea Holding, la cordata, composta dalla Regione Sicilia, Ttt lines, Lauro, Isolemar, Nicola Coccia e dalla famiglia Busi-Ferruzzi, unico concorrente rimasto in lizza, si aggiudica la trattativa. Sulle cifre definitive dell'accordo non c'è ancora l'ufficializzazione, tuttavia dovrebbero essere in linea con l'ultima offerta avanzata dalla holding che, negli scorsi giorni, aveva rilanciato e portato l'offerta d'acquisto dai 10 milioni di euro iniziali ai 25 milioni offerti quasi fuori tempo massimo. La cordata, ha, dunque, più che raddoppiato in extremis la sua proposta di acquisto della compagnia di navigazione statale interamente controllata dal governo tramite Fintecna. Nell'intervista che segue Lauro smentisce gli allarmi per loccupazione
Mediterranea Holding si aggiudica la partita per Tirrenia e Siremar, quali sono i suoi commenti?
Siamo soddisfatti e tutto è assolutamente in linea con quanto previsto dalla Comunità Europea per le norme che permettono allo Stato italiano di privatizzare le società pubbliche entro il 30 settembre di quest'anno. Sono convinto che daremo una svolta ai collegamenti via mare.
Come risponde ai sindacati preoccupati per i livelli occupazionali?
Non c'è assolutamente da preoccuparsi, perché noi non abbiamo fatto altro che rifarci al vecchio piano Tirrenia, quindi non ci sono problemi sotto questo aspetto. Io non capisco perché i sindacati abbiano manifestato perplessità, visto che già avevano firmato.
Eppure i Sindacati insistono sulla possibilità di esuberi per oltre 500 unità, non è così?
Non so dove abbiano potuto leggere questi numeri, dal momento che ancora non hanno potuto visionare il piano visto che, per la trattativa in corso, c'è l'obbligo di riservatezza. Gli esuberi, comunque, sono quelli già concordati.
Che parte ha giocato la sua società nella trattativa?
Siamo assolutamente in prima linea: abbiamo visitato le navi e le strutture; seguito per tutto un anno le vari fasi del progetto; abbiamo advisor molto importanti, e quindi siamo riusciti a far capire che la nostra era la migliore soluzione.
Su quali cifre si è chiusa la privatizzazione?
Ci sono vincoli di garanzia e riservatezza, quindi non posso entrare nei dettagli, ma più o meno le cifre sono quelle indicate dai giornali. Il nostro impegno, comunque consiste nel miglioramento delle attività che Tirrenia attualmente svolge, fino ad arrivare, entro i prossimi otto anni a non avere più bisogno di contributi pubblici. Mentre per quanto riguarda Siremar ci vorranno dodici anni per arrivare al pareggio, ma non si riuscirà mai a coprire i costi del servizio che comunque devono essere politici. Finché questo principio esisterà ci dovranno essere comunque contributi pubblici attivati attraverso gare aperte a tutti gli attori dell'Unione europea.
Quanta Napoli c'è in questa operazione?
Noi napoletani coordiniamo e dirigiamo la società. Porteremo avanti il nostro progetto tenendo presente che la testa della società sarà a Napoli. Abbiamo elementi validissimi per quanto riguarda le risorse umane e sicuramente miglioreremo.
Confindustria Palermo critica la partecipazione della Regione Sicilia, mentre dalle colonne di un quotidiano napoletano s'invocava l'intervento del Governatore Stefano Caldoro. Come giudica questa partita tra Regioni?
Ritengo che doveva essere fatta prima. Noi abbiamo una società pubblica che è Caremar, e non mi pare che fino ad oggi nessuno abbia protestato perché il 51 per cento della società è in mano alla Regione Campania. Mi farebbe piacere conoscere anche l'idea di Confindustria nazionale, perché se ha detto di no al 21 per cento della Regione Sicilia nel progetto, non so come si comporterà quando saprà di quel 51 per cento. La posizione corretta, secondo me, è quella di avere la presenza della Regione, perché comunque si sta ragionando su traffici di carattere regionale, però con quote minoritarie, e questo criterio deve valere per tutte.

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